sabato 27 febbraio 2010

La Laicità delle Istituzione ... il baluardo della democrazia





CARTA DEI PRINCIPI PER LA LAICITA’



La laicità rappresenta l’incontro dei due fondamentali valori umani e civili: la libertà e l’eguaglianza. Essa fornisce la massima garanzia dell’autonomia di ciascun individuo, della sua indipendenza da qualunque potere o imposizione di carattere religioso, ideologico, etico e politico; del suo diritto alla diversità e alla differenza, nelle quali consiste la sua libertà effettiva; delle sue possibilità di emancipazione ed autodeterminazione, della sua convivenza pacifica con gli altri individui e dunque della sua sicurezza più autentica e reale. E garantendo tali diritti a tutti e a tutte, realizza la loro eguaglianza sostanziale nella forma della libertà eguale e delle pari opportunità assicurate ad ogni essere umano.



La laicità garantisce il pluralismo ideale e politico e promuove il confronto di tutte le opinioni, il dibattito, la critica, la ricerca, il libero esame, la razionalità, il rispetto reciproco. Essa non avversa le fedi religiose e anzi – proprio perché rifiuta e contrasta la pretesa che una qualunque delle diverse credenze si imponga a tutti i cittadini o reclami maggiori prerogative e diritti a spese delle altre confessioni esistenti e dei non credenti – garantisce a ciascuna di esse il pieno diritto di esprimersi e di essere liberamente professata. La laicità, fondata sulla consapevolezza della relatività storica delle varie concezioni del mondo, impedisce a esse di prevaricare le opinioni altrui e di imporsi in maniera dogmatica, autoritaria, totalitaria.



Pertanto, una comunità politica autenticamente e compiutamente laica non può ammettere una “religione di Stato”, un “concordato” che privilegi una particolare religione (ancorché maggioritaria), l’insegnamento di tale religione nelle scuole pubbliche, l’imposizione di simboli religiosi negli edifici pubblici.



Una comunità politica autenticamente laica sa anche essere critica di fronte alla concezione dello Stato come espressione di una sovranità che ecceda i diritti fondamentali di ogni individuo.



Una cultura politica laica rappresenta l’esatto contrario delle culture che sorreggono lo Stato totalitario, clericale, confessionale e anche di quelle che, in varie forme, parlano di uno “Stato etico” che dovrebbe prevalere sulla libera coscienza dei cittadini. In una cultura politica laica, sono garantiti infatti, in un quadro di pluralismo, la piena libertà di professare qualunque religione, così come di non professarne alcuna e di essere (e dichiararsi) atei o agnostici, senza che nessuno e nessuna debba subire condizionamenti che limitino la propria libertà di opinione. Accanto al pluralismo religioso, una cultura politica laica riconosce il pluralismo morale, la possibilità di vivere, per ciascuno e per ciascuna, secondo i propri valori liberamente scelti, purché non lesivi delle uguali libertà altrui.



In conclusione, nella concreta situazione italiana, gli aderenti, individui e associazioni, alla Consulta della Provincia di Pesaro ed Urbino per la Laicità delle Istituzioni, si riconoscono nei seguenti intenti operativi e si impegnano a promuoverli concretamente:

  1. Promozione della laicità delle istituzioni politiche con particolare attenzione all’ambito amministrativo dello Stato e delle autonomie locali. Rifiuto dell’integralismo e, quindi, di ogni ingerenza e predominio di gerarchie ecclesiastiche, e di comunità e gruppi a identità religiosa, nelle questioni politiche e amministrative nazionali e locali, nella formazione e applicazione delle leggi, nella vita delle istituzioni pubbliche a partire dalla scuola e dalla sanità.

  2. Abolizione del Concordato fra Stato e Chiesa cattolica e rifiuto di ogni intesa che conceda privilegi di qualunque genere a istituzioni o gruppi religiosi o ispirati a dogmi religiosi. Fine dei meccanismi dell’otto per mille e libertà di autofinanziamento delle comunità religiose al pari di ogni associazione a carattere non lucrativo.

  3. Revisione dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado; nessun insegnamento di una “fede”, bensì insegnamento della storia e della filosofia delle religioni da parte di insegnanti di storia e filosofia.

  4. Nessun finanziamento pubblico alle istituzioni religiose e a comunità religiose, a cominciare dalle scuole confessionali private. Punto essenziale per favorire la creazione di uno spazio comune di conoscenza reciproca, rispetto e confronto dei cittadini sin dalla scuola pubblica.

  5. Necessità di porre fine ai privilegi ed esenzioni di cui godono le istituzioni ecclesiastiche e alle forme di edilizia religiosa pagate dagli enti pubblici.

  6. A partire dal quadro giuridico fornito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, riconoscimento che il godimento dei diritti appartiene agli individui nati di qualsiasi sesso e appartenenza sociale e che in nessun ordinamento giuridico si può inserire la tutela degli embrioni da parte di organismi e/o di individui terzi, poiché ciò è in contraddizione con il diritto di scelta della donna.

  7. Riconoscimento e tutela della libertà di ricerca scientifica e medica. Nella consapevolezza che sono le interferenze ideologiche (anche religiose) e gli interessi finanziari a minare la fondamentale libertà di chi fa ricerca.

  8. Rigorosa garanzia e realizzazione concreta del diritto di autodeterminazione della donna in materia di scelte sessuali: promozione della informazione in merito alla contraccezione maschile e femminile, difesa del diritto all’aborto (a partire dalla Legge 194), difesa della libertà di scegliere l’aborto farmacologico in sostituzione di quello chirurgico; fine delle restrizioni e dei divieti in materia di fecondazione assistita (abolizione della Legge 40) e piena possibilità a donne singole di accesso gratuito o in regime di Servizio sanitario nazionale alle tecniche per la fecondazione assistita.

  9. Tutela delle famiglie comunque siano composte, purché liberamente e volontariamente costituite. Riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, eterosessuali o omosessuali, coi diritti e le garanzie richieste dalle associazioni dei cittadini che le promuovono, comprese le adozioni e il matrimonio civile fra persone dello stesso sesso. Agevolazione di una politica per le famiglie che tenga sempre conto delle libertà individuali e si concentri, quindi, sui servizi e le agevolazioni alla persona piuttosto che su “bonus” o agevolazioni economiche gestibili secondo una visione patriarcale e una politica integralista della natalità.

  10. Riconoscimento dell’importanza della crescita di una rete politica e culturale tra donne di differente nazionalità per la lotta contro l’integralismo religioso e il patriarcato nelle culture.
  11. Pieno riconoscimento dei diritti civili di gay, lesbiche, transessuali e transgender; rifiuto e contrasto, anche attraverso l’azione educativa della scuola pubblica, di ogni forma di emarginazione, esclusione e discriminazione. Necessità di ampliare, su questi temi, il dialogo e l’informazione, per affermare la dignità delle scelte sessuali non eterosessuali e opporsi ai tentativi posti in essere da associazioni di vario tipo di creare disagio ed emarginazione, anche con teorie e pratiche cosiddette “riparative”.

  12. Completa libertà di scelta individuale sui problemi della salute nelle varie fasi delle propria esistenza, con particolare attenzione alla gestione delle malattie croniche e degenerative e alle situazioni di fine-vita, attraverso lo strumento del testamento biologico. Promozione, quindi, di una legge che consenta davvero a ogni individuo di realizzare concretamente la propria libertà di scelta di fronte alla malattia. Piena depenalizzazione dei comportamenti di coloro che prestino al malato l’aiuto necessario per realizzare questa libertà.

Per info: laico.libero@libero.it

mercoledì 16 settembre 2009

ETICA PUBBLICA ... e PUBBLICA DECENZA


Chiedere conto al nostro “premier” di quelle presunte relazioni a “luci rosse”, secondo l’interpretazione degli stessi legali del “premier” e della compagine politica che lo sostiene e lo asseconda, sembrerebbe configurarsi in una vera e propria intrusione nella sua vita privata (privacy).

Di parere opposto è la posizione di illustri giuristi italiani quali per esempio: Zagrebelsky, Rodotà e Galli, che individuano in questo comportamento la forse meno nota “etica pubblica” in quanto non è irrilevante se lo stile di vita di chi ci governa contraddice i valori sociali e politici che pubblicamente proclama e impone agli altri (cioè ai cittadini).

Si tratta di "moralismo" ?? In democrazia i cittadini hanno il diritto (e dovere) di conoscere chi sono i propri rappresentanti sotto tutti i profili, in quanto chi oggi ci governa ha chiesto ed ottenuto il voto dai cittadini ed ha quindi instaurato con gli elettori (e quindi cittadini) un vero e proprio rapporto di fiducia.

L'ostinazione a venire a capo di queste questioni - non trascurabili per un ordinato vivere civile - può essere definita "un'ossessione" o addirittura uno sbirciare dal "buco della serratura" ?

Non è così !!

Questo anomalo ed irrituale comportamento non ha pari in altri paesi “democratici” ed in particolare nei paesi europei … da noi, in Italia, … è diventato un vanto del nostro “premier” dimostrare il proprio “machismo” … non solo in Italia ma anche con i colleghi europei ed occidentali, in meeting internazionali e/o in conferenze stampa “permesse e quasi libere” solo in altri paesi europei.

Se poi andiamo ad analizzare questo comportamento, notiamo che lo stesso è spesso “copiato” (e male) da altri personaggi più o meno noti della nostra vita politica, non solo nazionale ma anche regionale, provinciale e comunale.

Come dire … per fare un esempio … deve dar conto della “propria vita privata” anche il semplice Consigliere Comunale (anche se fosse per assurdo all’opposizione) che grazie ad una manciata di voti è riuscito, “per il rotto della cuffia”, ad accaparrarsi una poltrona nell’aula consiliare … ed è delegato – per il ruolo che occupa - a rappresentare (nel suo piccolo) le istanze di onesti cittadini da cui ha ricevuto il mandato a rappresentarli ?

Anche quest’ultimo "rappresentate pubblico" è tenuto a mantenere una condotta morale e privata irreprensibile … si o no ??

Se il “Codice Etico” che in genere costituisce parte integrante del modello organizzativo/gestionale di un’azienda (seria) che opera (in genere) a livello nazionale si ispira a principi morali, di non concorrenza, di lealtà ed in particolare alle disposizioni inserite nel Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (come ovvio che sia); … che io sappia le disposizioni del D.L. 231/01 recita in genere questo articolo: “norme di comportamento nei rapporti con la pubblica amministrazione” … e poniamo il caso che l’eventuale dipendente (o soggetto attivo) di questa ipotetica azienda è anche Consigliere Comunale l’applicazione di queste norme impongono o no specifici e chiari comportamenti ed adempimenti ??
In questo – ipotetico caso - cosa dovrà fare il “personaggio pubblico” ?? … si dovrà dimettere dall’incarico di Consigliere o si dovrà dimettere dall’azienda in cui è sottoposto a questa norma di legge ??

E nel caso in cui lo stesso – ipotetico personaggio - pur di seguire le orme del nostro “premier” abbia da tempo avviato (anche lui) una relazione - non solo sentimentale - nei confronti di una sua subalterna (e/o subalterno) all’insaputa della moglie (e/o del marito) … e si dedica a particolari attività extraconiugali ed extraprofessionali in sedi secondarie del proprio ufficio … come lo andremo a definire questo comportamento ??

Bisogna o no denunciare – nelle sedi più opportune - questo comportamento ?? … oppure bisogna far finta di nulla, in quanto l’ipotetico soggetto si ispira al comportamento in uso dal nostro “premier” ??

Ovviamente i livelli d’intervento e di rappresentanza variano da ruolo a ruolo, una cosa è aver ricevuto il mandato di “premier del Governo Italiano”, ben altra cosa è aver ottenuto una manciata di voti sufficiente ad entrare in un Consiglio Comunale di una piccola città e/o di un paesino di provincia.

Invero non è così … chiunque occupi un “ruolo pubblico” - sia di maggioranza che di opposizione (a tutti i livelli) - dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) aver ben scolpito nel proprio DNA che il compito affidatogli dagli elettori lo rende - ovviamente - “trasparente” … e quindi “corretto oltre ogni limite” ed in ogni comportamento sia privato che pubblico; se non si estirpa questo “male” fin dalle sue origini (quindi dal più semplice e marginale uomo/donna che occupa un ruolo pubblico) … saremo costretti a dover accettare – nostro malgrado - una nuova ed emergente classe politica e pubblica "malata" (non solo di protagonismo) … a cui anche in futuro saremo costretti ad affidare la nostra sempre più disastrata società civile.

Per essere più chiaro a chi stenta a comprendere, propongo un ulteriore e più concreto esempio:

Io sono in posizione apicale (esempio: socio, dirigente, agente, ecc. – attenzione la legge non esenta alcun soggetto – art. 5 com. 1 D. Lgs. 231/01) in un’azienda a livello nazionale, in cui il “codice etico” m’impone di comunicare ai vertici (e quindi con la possibilità di ridimensionare le mie mansioni e/o posizioni all’interno dell’azienda) il duplice ruolo di “subalterno all’azienda” e “uomo pubblico” (anche se fossi un semplice Consigliere Comunale d’opposizione); questo perché la mia “funzione pubblica” potrebbe rilevarsi in contrasto e quindi in conflitto con l’attività lavorativa vera e propria, i rapporti con i clienti (che potrebbero non condividere la mia linea politica), ecc. .

Sempre io, nel doppio ruolo di “posizione apicale in azienda” ed “uomo pubblico” intreccio una relazione sentimentale (extraconiugale) - per esempio - con la mia attraente segretaria (o in caso di sesso opposto con il mio “segretario”) … spassandomela in segreto in una delle "filiali periferiche della mia società" (diciamo quella meno sorvegliata) … all’insaputa di mia moglie, di mia figlia e della mia azienda … di questo ne vengono a conoscenza alcuni “clienti” e/o “collaboratori” … quindi sono - da quel momento - diventato (mio malgrado) un soggetto a rischio “ricatto”, quindi non in grado di agire nel pieno della mia libertà individuale.

Come valutate questo – ipotetico - comportamento ? E quale fiducia potrete accordare ad un soggetto posizionato in questo conteso ??

Tutto questo solo per chiarire che il comportamento del nostro “premier” può diventare un pessimo esempio ed una pessima scuola di formazione per i nostri rappresentanti pubblici e politici (di nuova generazione); oltre che offrire un paradossale alibi anche per i più “piccoli rappresentanti dello stato” che si sentirebbero “avvallati e coperti” solo perché svolgono la propria attività e impegno politico copiando integralmente il “comportamento" (morale) di una delle più alte cariche dello Stato.

Bisognerebbe quindi denunciare questi episodi fin dal loro sorgere per evitare - in questo modo - di continuare ad incrementare una “classe politica” inaffidabile, corruttibile, ricattabile, moralmente inattendibile, e non in grado di rappresentare la stragrande maggioranza degli italiani ed in particolare la nostra Italia all’Estero.

Raffaele Belviso

mercoledì 26 agosto 2009

BONIFICARE L'OPINIONE PUBBLICA .....

BONIFICARE L’OPINIONE PUBBLICA … (per non dimenticare)

Energia … parola usata spesso a sproposito … la stessa deriva dal greco “energheia”, (parola usata da Aristotele) nel senso di “azione efficace”, composta da due particelle “en” (intensiva) ed “ergon” cioè capacità di agire. Solo all’inizio del 1600 Keplero utilizzo il termine “energia” con il significato moderno oggi più conosciuto.

Il disastro del 1986 alla Centrale Nucleare di Chernobyl, produsse radiazioni che si estesero su tutto il continente europeo … ancora oggi non si è in grado di valutare con esattezza i danni arrecati e che il tempo, inesorabilmente, ci consegnerà.

A seguito del disastro di “Chernobyl”, gli italiani furono chiamati ad esprimersi - con un “Referendum” abrogativo nel 1987 - sull’uso o meno dell’Energia Nucleare (per uso civile) … il risultato di quel referendum permise di spegnere le centrali nucleari in Italia; SPEGNERE non vuol dire NON SPENDERE … tenere spente quelle centrali è costato (e continua a costare) agli italiani oltre 9 miliardi di Euro.

Molti altri paesi sospesero dopo il disastro del 1986 i propri programmi nucleari … fu chiaro a tutti che il "processo di fissione nucleare" comporta un reale rischio di “reazione a catena incontrollata”, rischio più che probabile per le “centrali nucleari obsolete e mal controllate(presenti in gran numero nei paesi dell’est Europa).

Altro aspetto poco conosciuto negli anni '50 – cioè quando il nucleare sembrava essere la nuova fonte inesauribile di “energia a basso costo” - era il problema delle scorie, al termine della sua vita una “centrale nucleare” dovrà necessariamente essere smontata e dismessa (decommissioning) ed i “rifiutiposti in sicurezza per almeno 100.000 anni cioè il tempo minimo necessario per il decadimento radioattivo.

Trovare un luogo isolato e soprattutto sicuro in cui depositare le scorie è certamente molto difficile e si scontra spesso con il diritto delle popolazioni locali “invitate” ad accogliere questo veleno. Il vecchio nucleare è quindi diventato un "paradiso perduto" come gran parte delle certezze della scienza, l’energia nucleare risulta essere – a conti fatti - più costosa di quella tradizionale (petrolio/carbone) in quanto la sola gestione delle “scorie radioattive” risulta essere molto più onerosa (e pericolosa) dello stesso valore economico realizzato con l'energia nucleare prodotta.

Oggi la "speranza" di tutti gli scienziati ed operatori del nucleare di "nuova generazione" è quella di passare dalla "fissione nucleare" alla “fusione nucleare”, un modo ben diverso per produrre energia dal nucleare – si dice essere - priva di rischi d’incidenti ed in grado di produrre “scorie radioattive” da stoccare per appena poche centinaia di anni. Il primo reattore internazionale “Usa-Europa-Giappone” basato sulla “fusione nucleare” è in corso di costruzione; si dice che entro il 2030 saranno attive le prime “centrali nucleari” basate sullafusione” e solo per scopi civili (produzione energia elettrica).

Ma torniamo a noi ed in particolare al dopo “referendum del 1987” … a distanza di oltre 20 anni da quella “democratica e popolare decisione” il carico radioattivo delle nostre centrali è ancora tutto lìad oggi abbiamo speso denaro solo per spegnere le centrali e mantenere intatto ed inalterato una quantità enorme discorie radioattive” che potrebbero far gola a terroristi di ogni nazione e fede … (sono in corso indagini anche su presenze mafiose in questo ricco mercato di morte); ci sono persino enormi quantità di “scorie radioattive” provenienti dai reparti di “Medicina Nucleare degli Ospedali” accantonate nello scantinato di una antica casa privata di “Castelmauro” (borgo di poche anime nel Molise - documentato sul filmato sotto proposto da "Report").

La trasmissione “Report” del 2 novembre 2008 (riproposta il 25 agosto 2009 - che vi invito a rivedere: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-84f80495-69a7-4a2d-a555-ae3b708647a4.html?p=0 ) propone il servizio di Sigfrido Ranucci, dal titolo emblematico “L’EREDITA’ ” che con il suo realismo presenta l'attuale allarmante situazione del nucleare in Italia; forse è il caso di dare un'occhiata a questo interessantissimo servizio giornalistico prima di avviare (nella nostra “bell’Italia”) la nuova avventura sul nucleare detto “pulito” (previsto per il 2030) e voluto da questo governo.

Arturo” è il nome con cui fu battezzato il più grande reattore nucleare in Italia e precisamente quello di “Caorso”, dal 1987 oltre 100 persone hanno vegliato ininterrottamente (a nostre spese) su quello che è stato chiamato il “cadavere radioattivo” … le voci dicono che a breve il “combustibile nucleare” sarà rimosso ed inviato "gratuitamente" in Francia che lo riutilizzerà per il 97% nelle proprie centrali (combustibile utile per generare energia) e ci rimanderà indietro le sole “scorie radioattive” che da qualche parte dovremmo pur mettere.

Pochi sono a conoscenza dei numerosi siti (ufficiali) italiani in cui sono stoccate e/o depositate le"scorie radioattive" di “terza categoria(le più pericolose, che riducono la loro radioattività in centinaia di miglia di anni) e di “seconda categoria(di natura ospedaliera, meno pericolose e con un tempo di decadenza radioattiva di solo poche centinaia di anni), ecco l’elenco (recuperabile facilmente anche in “google”): Centrale di Caorso, Centrale di Garigliano, Centro di Saluggia, Deposito di Saluggia, Deposito di Compoverde, Controlsonic, Crad, Gammatom, Protex, Sorim, Centro Cemerda, Ispra, Centro di Legnano, Centrale Nucleare di Trino Vercellese, Centro di Rotondella, Centro Bosco Marengo, Lena, Cesnef, Montecuccolino, Pisa, Centro Casaccia (a questi bisognerà aggiungere i deposi illegali, quelli sotterrati, quelli che non sono stati censiti).

Ma torniamo al nuovo “progetto” governativo sul Nucleare in Italia … pur vivendo su un territorio ad alto rischio sismico (e non solo) e nonostante sul nostro territorio siano stoccati oltre 90.000 metri cubi di “rifiuti radioattivi” a cui si dovranno aggiungere nel 2025 altre 235 tonellate che la Francia ci restituirà … stiamo avviando la progettazione di nuove “centrali nucleari” che saranno (come disse l’allora Ministro Scajola) le centrali più moderne, più tranquille, più sicure, più efficienti … ma anche queste produrranno “scorie” … che andranno ad incrementare i "veleni" già presenti sul nostro territorio e che a distanza di 22 anni non risultano ancora “bonificati” - cioè "posti in sicurezza" (nonostante i miliardi di euro spesi).

Come dice “Milena Gabanelli(che il nuovo toto-nomine per RaiTre, e su indicazione del "premier", vorrebbero eliminare con Fazio & C.): qualcuno dice che bisognerebbe bonificare l’opinione pubblica, per riuscirci forse si potrebbe cominciare dalla politica.

Raffaele Belviso

giovedì 23 luglio 2009

CERCASI OPPOSIZIONE ... Povocazione Grillo … hanno vinto i Mullah ... del PDmenoelle


Ho atteso i tempi necessari per far prima decantare la notizia sbattuta in prima pagina dai TG e dalla stampa sulla proposta/provocazione di Grillo alla segreteria del PD … molti BLOG si sono interessati alla vicenda e ogni lettore – presumo – si è fatta ormai la propria idea, la propria opinione.

Partiamo dal presupposto – che spero trovi condivisione tra i miei sparuti lettori – che la DEMOCRAZIA può nascere, vivere e consolidarsi grazie a REGOLE CONDIVISE e RISPETTATE tra coloro che (appunto democraticamente) hanno deciso di partecipare all’evoluzione della propria civile società.


Grillo, quando presentò la sua candidatura alla segreteria del PD conosceva benissimo lo Statuto e quindi anche le Regole del Partito Democratico, se ne deduce - quindi - che la reazione (che si sarebbe di lì a poco manifestata tra i “baroni” del PD) era più che prevedibile e scontata.


Come interpretare indi la sua “proposta” … non volendoci etichettare come una massa di stupidi e volendo tirare una netta linea sotto l’equazione estiva del Grillo nazionale il risultato era più che scontato …. la Sua voleva essere e resta una vera e propria provocazione (forse)costruttiva”.


Ci chiediamo quindi il motivo di tale bizzarra e nello stesso tempo proficua “provocazione”, per prima cosa - la sua provocazione - ha evidenziato (per chi non se ne fosse ancora accorto) i veri problemi esistenti all’interno nel maggior partito d’opposizione oggi presente in Italia.


Ma non può essere stato questo l’unico motivo che può aver spinto il Grillo nazionale ad annunciare dalle splendide spiagge del nord est della Sardegna (Arzachena) la sua “provocatoria” candidatura alla segreteria del PDmenoelle … vi sono certamente altri elementi che non dovrebbero essere sfuggiti ai più attenti sostenitori del Grillo nazionale.


Tra questi elementi cercherò di evidenziare quelli che reputo positivi e quelli negativi e/o che certamente si sarebbero rilevati tali:
  1. Le proposte, le idee sono sempre da considerare un valore aggiunto … cibo indispensabile per un sano e costruttivo dialogo/dibattito ed utili quindi per la crescita di un gruppo politico che si proclama innovativo nel ventaglio - poco gradevole - dei partiti politici presenti nel nostro paese;


  2. Le proposte del Grillo nazionale sono tutte condivisibili e drammaticamente attuali, se si prova a consultare non solo la base del PD ma anche i dirigenti e funzionari nazionali, tutti – dico tutti – sottoscriverebbero il “Programma di Grillo”;

  3. L’appoggio (anche solo esterno) di Grillo al PD, modificherebbe non poco la percentuale di adesione e di partecipazione al maggior partito di opposizione nazionale, creando non pochi problemi alla attuale maggioranza.

Spulciamo ora gli aspetti – diciamo - negativi, anticipando il tutto con un breve preambolo:

L’idea “madre” di Prodi, nel lontano maggio del 2007, si concentrava sulla nascita di una nuova entità politica che doveva racchiudere al suo interno molte anime moderate e di sinistra … il comitato promotore” del nuovo partito era composto da ben 45 membri … la nascita e quindi il battesimo era stato ormai fissato per 14 ottobre 2007 … ma già all’epoca i malumori interni erano più che evidenti; inoltre il “comitato promotore” era composto da “vecchi dinosauri” della politica passata e ben poche erano le novità tra i candidati (Giuliano Amato - Mario Barbi - Antonio Sassolino - Pierluigi Bersani - Rosi Bindi - Paola Caporossi - Sergio Cofferati - Massimo D'Alema - Marcello De Cecco - Letizia De Torre - Ottaviano Del Turco - Lamberto Dini - Leonardo Domenica - Vasco Errani - Piero Fassino - Anna Finocchiaro - Giuseppe Fioroni - Marco Follini - Dario Franceschini - Vittoria Franco - Paolo Gentiloni - Donata Gottardi - Rosa Iervolino - Linda Lanzillotta - Gad Lerner - Enrico Letta - Agazio Loiero - Marina Magistrelli - Lella Massari - Wilma Mazzocco - Maurizio Migliavacca - Enrico Morando - Arturo Parisi - Carlo Petrini - Barbara Pollastrini - Romano Prodi - Angelo Rovati - Francesco Rutelli - Luciana Sbarbati - Marina Sereni - Antonello Soro - Renato Soru - Patrizia Toia - Walter Veltroni - Tullia Zevi)rileggetevi con attenzione i nomi in essi è racchiuso il vero motivo della disfatta di un partito che si presentava come novità ed aperto a nuove idee e proposte.

Naturalmente il Grillo nazionale (invero non solo lui), definì la nuova entità politica (dopo aver verificato i primi passi)morta” e “passata” … i risultati elettorali hanno sistematicamente dato ragione e confermato tali affermazioni (certamente espresse nello stile di Grillo) sulla neonata “creatura” politica … con queste dichiarate posizioni non poteva che essere più che scontata la reazione del PDmenoelle alla “proposta/provocazione” di Grillo a candidarsi per la segreteria nazionale … dimostrando in questo modo ed ancora una volta che il PD è nato “vecchio” ed agisce solo per volontà e desiderio dei “vecchi dinosauri” della politica (vedi elenco sopra) … in breve il PDmenoelle era e resta la vera Polizza Assicurativa di Silvio Berlusconi e quindi la garanzia per una sua lunghissima permanenza al “potere”.

Il naufragio dell’affaire Grillo/PD è stato valutato, dalla prospettiva "destra", positivamente in quanto se il PDmenoelle, trascurando le legittime critiche dell’ex comico alla sua dirigenza, avesse offerto al celebre comico genovese la possibilità di contribuire al rinnovamento delle strutture e delle strategie del PD, ci sarebbe stato qualche problema in più per l'attuale Governo fin dalle prossime elezioni; anche nell'ipotesi più che realistica che Grillo non avesse prevalso sugli altri candidati alla gara per la conquista della segreteria nazionale (almeno così risulterebbe dai sondaggi effettuati e pubblicati).

Meglio così dunque per il PDconlaelle.

1. Non vi è nulla da temere da Grillo, se osserviamo con attenzione i dati apparsi su molti quotidiani specializzati, il suo movimento influenza la politica nazionale solo del 2,0 – 2,2% … troppo poco per colmare il divario (gap) oggi presente tra il PDmenoelle e PDconlaelle;


2. Se analizziamo con stessa attenzione i risultati ottenuti delle sue Liste Civiche a Cinque Stelle (che di fatto alle ultime amministrative si sono presentate in opposizione anche allo stesso PDmenoelle), a livello globale e con le strane ed a volte bizzarre coalizioni - dichiarate e non - che a volte si sono formate (vedi Prato) hanno appoggiato e/o si sono collocate spesso in compagnia del “centrodestra” pur di ottenere il risultato sperato … a volte, emeriti sconosciuti ed incapaci si sono trovati in Consiglio Comunale senza neanche rendersi conto del motivo che li ha spinti a presentarsi e/o proporsi con la Lista Civica di Beppe Grillo … ovviamente tra quanti sono riusciti ad entrare nei Consigli Comunali vi sono anche persone capaci ed intelligenti (vedi Bologna, Firenze … );


3. Non è inoltre da sottovalutare che Beppe Grillo ha sempre direttamente ed indirettamente sostenuto le battaglie dell’Italia dei Valori (il partito “Di Pietro” … nel senso stretto della parola), è naturale quindi presupporre che una sua eventuale candidatura ed un eventuale (ma improbabile) successo alla segreteria del PD avrebbe aperto le porte ad un “IdV” allargato … facendo perdere - in questo caso - i consensi storicamente consolidati di sinistra e dei moderati … rendendo in tal modo la già difficile sopravvivenza dello stesso PDmenoelle impossibile;


4. Grillo deve aver quindi compreso che Lui non può equipararsi all’Obama italiano, l’età - e non solo l’età - sono i suoi limiti maggiori … non è “Dio” e tanto meno “unto dal Signore(marchio già registrato da Berlusconi) … ovviamente una parte di “popolo” lo appoggia … ma si tratta pur sempre di una minoranza fra le minoranze della attuale opposizione … ovviamente tra i BLOGGER è certamente il più quotato … ma la “rete” in Italia non è certamente lo specchio fedele della volontà degli italiani … e sarà difficile far votare “Grillo” a chi per decenni ha votato e sostenuto l’attuale destra e guarda caso il “pagliaccio” che ne è il capo assoluto;


5. Grillo parla di Democrazia inesistente nel PDmenoelle … e qui pecca di presunzione … basterebbe guardare in casa sua … ed in particolare la sua “rete” che non ha nulla di DEMOCRATICO … vediamo per esempio i “Meetup”, cioè le piattaforme obbligatorie richieste da Grillo nel e per fondare e gestire la Sua fittissima rete di “fans” … il Responsabile (detto anche “Organaizer”) della piattaforma on-line (fatta eccezione per sparuti casi) è un soggetto che è lì solo per sua esclusiva volontà … non è eletto da nessuno … versa mensilmente pochi dollari americani e ne diventa così titolare e padrone assoluto … spesso (vedi per esempio il caso del Meetup di Pesaro) se vi è qualcuno che contrasta il “Responsabile” della piattaforma viene “censurato” e “cancellato” … non esiste quindi la possibilità di criticare e/o confutare le opinioni del proprietario e padrone del Meetup … e questa non possiamo certamente chiamarla piattaforma democratica e quindi siamo molto ... ma davvero molto lontani dal termine DEMOCRAZIA.

Grillo non può quindi sbeffeggiarsi di un partito politico che con regole e norme condivise, accettate, sottoscritte e pubbliche si è dato e si darà anche per il prossimo 24 ottobre un Segretario Nazionale … probabilmente sarà eletto un personaggio non gradito a Grillo … ma certamente sarà stato scelto ed eletto con metodi DEMOCRATICI.

Consiglierei quindi, almeno per ora, di mettere da parte i “comici” ed i “pagliacci” ed attenderei con relativa fiducia gli avvenimenti che si manifesteranno da qui al prossimo congresso d’autunno del PDmenoelle, nella certezza che molte saranno le novità che si presenteranno da qui a quella data, mi auguro che la seconda parte del nome “PD” dimostri d’essere tale, aprendo al nuovo ed ai giovani e non ultimo alle proposte di Grillo e quindi al suo programma, sperando in tal modo di poter attirare a se quella massa di delusi e scontenti che si ritrovano oggi compatti a sostenere il Grillo nazionale … l’importante è formulare un “programma politico” semplice e praticabile per tornare a dare agli Italiani quel senso di fiducia nello Stato e nelle Istituzioni che sono state derise e calpestate dall’attuale maggioranza.

Raffaele

mercoledì 8 luglio 2009

CENSURA e G8


LA STAMPA NON PUÒ ESSERE SOGGETTA AD AUTORIZZAZIONI O CENSURE Art. 21 della Costituzione Italiana, 1948


"BISOGNEREBBE NON AVERE OGNI GIORNO SINISTRA E MEDIA CHE CANTANO LA CANZONE DEL DISFATTISMO E DEL CATASTROFISMO. ANCHE VOI DOVRESTE OPERARE, ANZI DOVRESTE FARE DI PIÙ: NON DATE PUBBLICITÀ A CHI SI COMPORTA COSÌ." Silvio Berlusconi ai giovani industriali italiani, 13 giugno 2009



Con questa sua dichiarazione rilasciata di fronte ai giovani imprenditori italiani, Silvio Berlusconi ha espresso l’invito a boicottare, sospendendo gli investimenti in pubblicità, quelle testate che raccontano la verità sulla crisi economica; ha poi attaccato direttamente Repubblica accusandola di guidare un piano eversivo.


È la prima volta che un premier occidentale invita ad alterare il mercato e a boicottare i giornali a lui sgraditi.


Riteniamo inaccettabile questa forma di pressione: è un comportamento che richiama forme di governo tipicamente non democratiche. Questo appello non è rivolto a quei cittadini preoccupati per Repubblica, anche perché siamo convinti che la maggioranza degli imprenditori non aderirà all'invito, avendo loro un senso dello stato e della democrazia molto più radicato e profondo rispetto a quello del Capo del Governo.

Noi intendiamo rivolgerci a coloro che credono che questa ingerenza sia indegna, illiberale e antidemocratica. Non contestiamo il governo, le sue scelte o la sua politica; contestiamo la forma e la sostanza di chi lo presiede quando esprime queste modalità aberranti dell'esercizio del potere.



Egregi Presidenti




Angela Merkel, Taro Aso, Gordon Brown, Stephen Harper, Dmitry Medvedev, Barack Obama e Nicolas Sarkozy:



FATELO SAPERE, NON LASCIATECI SOLI!



Questa pagina è stata acquistata da un gruppo di liberi cittadini di diversi orientamenti politici (su Facebook-Repubblica) che hanno deciso di autotassarsi (un euro a testa) perché fortemente imbarazzati, nonché preoccupati per la progressiva perdita della libertà di stampa e per il ruolo di guardiano attento della democrazia che essa ricopre.



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La Censura piccola o grande che sia è la vera disfatta della democazia, anche qui a Pesaro un neo-eletto Consigliere Comunale di una Lista Civica proclamatasi "DEMOCRATICA" (vedi articolo precedente) e quindi aperta a tutti, ha CENSURATO (senza mezze misure, con arroganza e disprezzo delle idee altrui) una voce scomoda e critica ... come dire .... meglio eliminare subito chi ostacola la "MIA DEMOCRAZIA" ... se BERLUSCONI può essere giustamente criticato per i suoi comportamenti ANTIDEMOCRATICI ... dobbiamo preoccuparci delle "nuove generazioni di pseudo-politici", che solo grazie alla presenza di Beppe Grillo (qui a Pesaro) hanno potuto assaporare l'odore del "potere politico" e pur predicando bene ... purtroppo razzolano male ... non accettando critiche e commenti.



Raffaele