mercoledì 18 febbraio 2009

Scusate “Non era il PD che volevo”

"Il Pd è il sogno della mia vita, ma non sono riuscito a farlo avanzare, mi scuso e per questo lascio"

Dopo poco più di un anno dalla nascita del PD (dopo l'uscita di Prodi), uno (altro) dei protagonisti, uno degli ideatori si dimette da “segretario del Partito Democratico” … per il suo ultimo atto – dovuto - Veltroni sceglie il “Teatro di Pietra” lo stesso luogo e le stesse austere colonne in cui celebrò il trionfo delle primarie (se così vogliamo chiamarle).

"Il Pd è stato il sogno politico della mia vita, lascio in serenità senza sbattere la porta, adesso cercherò di dare una mano al partito".

Più che le presenze (alcune per davvero poco edificanti) si sono notate le assenze non giustificate “Rutelli, D’Alema” le voci (le solite) dicono che non abbiano neanche telefonato.

"Abituiamoci al fatto che un grande partito non può essere una caserma - dice tra gli applausi - I partiti moderni sono così, ma alcuni di noi hanno l'imprinting dei partiti degli anni '70. Sogno un partito che si chieda non da dove si viene ma dove si va. Un partito che abbandoni una certa sinistra giustizialista, salottiera e conservatrice. Un partito che abbia dirigenti che facciano propria un'identità che gli elettori già hanno".


"Un partito democratico, insomma”.

Ad Urbino oggi era atteso proprio lui, il segretario del PD … per incoronare un giovane nato, cresciuto e istruito nella segreteria del "vecchio partito" … ha avuto come massimo esponente e docente - niente meno che - il presidente uscente della “Provincia di Pesaro ed Urbino” … che è pronto a cedere il proprio ufficio e la propria poltrona in cambio di una buona candidatura (garantita) per le elezioni Europee.

Anche qui da noi non si è sentito parlare di “primarie” … intendo non quelle vere … ma quelle a cui si è sottoposto lo stesso Walter Veltroni poco più di un anno fa … nulla … qui vige la nomina “proposta” (imposta) dalla segreteria del partito (oggi PD) … qui vige ancora la certezza che la “roccaforte” del PD è tale che non teme assalti dall’opposizione (diciamo sono sulla stessa lunghezza d’onda della Sardegna).

Quello che il PD deve comprendere è semplice … non basta presentare facce pulite, di giovanotti, sapendo che dietro (e dentro) di loro regna sovrana la “vecchia” nomenclatura … qui bisogna fare una drastica pulizia e disinfestazione … e ripartire da lì … con ogni probabilità si resterà all’opposizione (sperando che sia quella vera) per qualche mandato … tanto quanto basta per creare quella generazione di “nuove forze” che debbano nascere e crescere tra la “gente” e non sempre e soltanto nelle “segreterie” di partito.

Mi spiace ascoltare le parole di Veltroni solo oggi ed in occasione del suo commiato, quelle parole sono come “macigni”, cerchiamo di non schivarle – come al solito – quei “macigni” devono seppellire e per sempre la vecchia nomenclatura e tutta l’ipocrisia delle "cariatidi di partito" …. ci vuole una classe dirigente nuova che si chieda non da dove si viene ma dove si va” … ci vuole un vero rinnovamento.

Raffaele


Pesaro, 18 febbraio 2009

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