venerdì 6 marzo 2009

EFFETTO CRISI

Da qualche tempo trascuravo nel mio cassetto un appunto … “Effetto Crisi”, voleva essere un’analisi sugli effetti dell’annunciata “Crisi Finanziaria/Economicasottovalutata dal Ministro Tremonti e dal suo "capo" e solo ieri (sulle pressioni dell’opposizione ma probabilmente da una più attenta lettura dei numeri in rosso) ammette che sarà un 2009 molto più duro del 2008 … e snocciola impegni e promesse.

Fin qui la politica … ma non è stata questa a farmi tirar fuori il mio appunto, ma bensì le parole di un mio carissimo Amico (quelli con la “A”), uno di quelli che ho trovato fianco a fianco in questa strana avventura politica locale, che l’altro ieri mi diceva ... “mi è crollato il mondo addosso … dal lunedì saremo messi tutti in – cassa integrazione – per due giorni alla settimana”.

Quel suo inafferrabile entusiasmo, d’un tratto è piombato nell’incredulità per gli eventi che lo coinvolgono, cosa fare … entra anche lui nella depressione … oppure si scollerà di dosso i cattivi pensieri e con ogni mezzo cercherà alternative a copertura degli introiti mancanti ?? Lui come tanti altri ha famiglia, ha figli piccoli … non può lasciarsi andare !!

La crisi qui da noi (Pesaro) è latente (ma reale)… quasi quasi non se ne vuol parlare, per scaramanzia o forse per ipocrisia, la ricca cittadina di provincia, quella fatta di “apparenze” e di “marchi e firme in bella vista” comincia a fare i conti con la CRISI e la politica dovè ?? non quella centrale, la nostra politica … quella locale … dovè ?? cosa fa ?? che dice ??

Sulla “Repubblica” di oggi mi sono soffermato a leggere un articolo di "Federico Pace" dal tiolo “Le voci del paese che perde il lavoro” e le oltre 1000 mail giunte in soli due giorni di lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro.

Chi scrive queste mail, sono in gran parte giovani (4/10 hanno meno di 35 anni), ma quelli che - come il mio Amico - vedono “nero” il loro futuro, sono quelli che hanno superato i 35 anni, quelli con famiglia e figli , si alza il velo sulla fragile condizione lavorativa di questi soggetti - dimenticati dalle istituzioni - in particolare in tempi duri come questi.

Esce fuori la vera emergenza Italia, quella che Tremonti solo ieri ha compreso (nonostante gli fosse stata "urlata" da tempo e non solo dall’opposizione), senza l’impiego si perde la fonte di reddito, il rapporto con la società e con questo il senso delle proprie azioni. Molti sogni (in particolare dei giovani) si infrangono sotto la scure della crisi e della perdita del lavoro … non si parla di sogni fatti di “sfarzi” e di “vizi” (quelli li lasciamo ai politici che sono fin troppo ben pagati), parliamo di piani di vita realistici e concreti … non da uomini “cicala” ma da lavoratori “formica”.

Riporto sei mail di nostri ("anonimi") concittadini …. :

Intervento n° 7 Sesso F Età 36-40 anni Professione Operaio Tipo di contratto Dipendente a termine/a progetto/altro Settore Ristorazione Città PS La storia Ciao, sono Simone, cittadina Brasiliana, 36 anni, sposata, vivo a Pesaro, da alcuni anni lavoravo come cameriera di sala presso un albergo, lavoro stagionale, ero un punto di riferimento per tutti, essendo la piu' esperta, insegnavo a tutti i nuovi camerieri, organizzavo, controllavo il lavoro anche degli altri in modo che tutto potesse funzionare bene, per me era come se lavorassi nel "MIO" albergo, tutti i clienti volevo essere serviti da me, ero anche molto considerata dal titolare e quindi anche pagata forse un po piu' degli altri, ma, forse proprio per questo, quest'anno, per risparmiare o altro non sono stata riconfermata, solite parole, siamo in crisi, si deve risparmiare, e quindi meglio assumere qualche giovane, con poco stipendio, poi anche se non sa fare, tratta male i clienti, o sbaglia nel portare i piatti, o quant'altro, non e' importante, il cliente non conta niente e tanto meno la professionalita'; a me tutto questo sembra un paradosso, io ero convinta del contrario, che la professionalita, la gentilezza, il sorriso, l'attenzione verso tutti, fossero una garanzia per mantenere il lavoro e uno stile di vita da insegnare anche agli altri, invece no, ho sbagliato tutto. Grazie per l'attenzione, ciao.

Intervento n° 6 Sesso M Età 31-35 anni Professione Impiegato Tipo di contratto Dipendente a tempo indeterminato Settore Ingegneria e architettura Città PS La storia Cassa integrazione ordinaria (8 ore a settimana da novembre a gennaio, 16 ore a settimana a febbraio); da marzo 24 ore settimanali. Saluti

Intervento n° 5 Sesso M Età 41-45 anni Professione Quadro Tipo di contratto Dipendente a termine/a progetto/altro Settore Marketing Città PS La storia Sono stato assunto nel novembre 2006 da una ditta metalmeccanica per occuparmi con contratto a progetto biennale del mercato asiatico in qualità di responsabile di un nuovo ufficio creato a Singapore. Dopo poco più di un anno sono stato fatto rientrare in tutta fretta presso l’ufficio centrale italiano causa panico della proprietà riguardo venti di crisi asiatica. Mi fu fatto recedere dal vecchio contratto a progetto ,che scadeva a distanza di un anno ,con uno squallido escamotage e firmare un nuovo contratto che doveva essere a tempo indeterminato ma poi si rivelò a termine (un anno) per uno stipendio pari al 50% del contratto precedente! Da fine 2008 ho chiesto ripetuti colloqui con la proprietà per fare chiarezza nella mia situazione; chiedevo semplicemente di sapere se il contratto in scadenza fine aprile 2009 mi sarebbe stato rinnovato o meno, per potere avere tempo sufficiente per ricollocarmi.Fine gennaio 2009 mi è stato assicurato che il contratto sarebbe stato rinnovato (ti do la mia parola, disse il CEO) ieri mi hanno comunicato che non sarà rinnovato!

Intervento n° 4 Sesso M Età 46-55 anni Professione Impiegato Tipo di contratto Dipendente a tempo indeterminato Settore Altro Città PS La storia dopo 20 anni di dedizione al mio lavoro, l'azienda ha deciso vista la crisi di chiudere un po delle sue filiali sparse per il centro/nord italia e mi ritrovo a 47 anni a ricominciare tutto da capo senza nemmeno l'aiuto degli ammortizzatori sociale se non i 6 mesi di disoccupazione (visto che il mio settore e' il commercio e siccome esistono lavoratori di serie a e lavoratori di serie b e c per noi non e' prevista l'indennita' di mobilita'...."ah se lavoravo all'alitalia")

Intervento n° 3 Sesso M Età 31-35 anni Professione Impiegato Tipo di contratto Dipendente a tempo indeterminato Settore Attività manifatturiere Città PS La storia Lavoravo in una media azienda guidata da due imprenditori che fino a pochi anni fa erano dei veri imprenditori, ma che poi sono diventati dei speculatori. Complice la congiuntura economica ha fatto sì che sia a casa adesso, con prospettive nerissime. Per fortuna non ho mutui o figli da mantenere. Mi ha appena telefonato un mio ex-collega anche lui disoccupato e vi posso dire che la crisi è molto più grande e profonda di quello che si dice nei giornali e nelle televisioni. Se ne accorgeranno nelle prossime settimane.

Intervento n° 2 Sesso M Età 36-40 anni Professione Operaio Tipo di contratto Dipendente a tempo indeterminato Settore Installazione/manutenz./riparaz. Città PS La storia dopo 12 anni di dipendente addetto alle manutenzioni macchine per la lavorazione del legno, venerdi 20 febbraio a fine turno mi e' stato consegnato il licenziamento. fino al giorno prima avevo fatto anche 2 ore di stratordinario al giorno. ed ora? mia moglie lavora part-time. due figli alle elementari. sono stato al caf per vedere il da farsi. impugnare il licenziamento?? mi offrono un esodo da 5.000 euro piu' la mobilita. impossibile trovare una ditta che assume in tutta la provincia.

Raffaele

1 commento:

  1. La cappa nera che ti cala addosso quando da lavoratore diventi cassintegrato è indescrivibile.

    La tua vita cambia nel giro di un nanosecondo. Prima eri un operaio, un impiegato ... ora sei uno che non sa cosa deve fare. Un mondo fatto di piccole certezze come alzarsi ed andare al lavoro, crolla. Più che cassintegrato ti senti DISINTEGRATO.

    TremoRti dice che il 2009 sarà peggio del 2008... per molti ma non per tutti. Sono solo i poveri cristi che vanno in CIG non certo i dirigenti che restano attaccati al posto e allo stipendio.

    Addavenì baffone!!!

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