giovedì 12 marzo 2009

I RIFIUTI "Business e Morte"

Proviamo o almeno tentiamo di districarci nel modo dell’informazione pilotata, da quando il mondo è passato (1760 – 1830) dal sistema “agricolo-artigianale-commerciale” all’uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica e l’utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (1870-1880) siamo entrati in quello che comunemente viene chiamato “sistema industriale” (di prima, seconda ed oggi terza generazione).

Ogni “rivoluzione” comporta trasformazioni nel sistema sociale, quella industriale modificò sostanzialmente il mondo del lavoro con la nascita delle fabbriche (luogo di produzione) e della macchina (aiuto meccanico la lavoro fisico preesistente), nasce quindi la cosiddetta “classe operaia”, il “salario” ed ovviamente il “capitalismo industriale”.

Ora proviamo a comprendere come il “capitalismo industriale” e la “classe operaia” interagiscono. Ovviamente il capitalismo cerca di portare nelle proprie casse il maggior utile economico/finanziario possibile, chiedendo all’operaio – in cambio di un “salario” – di lavorare bene, affinché il profitto dell’azienda sia più che certo ed esigibile.

In questa sintesi, che non vuole essere assolutamente storica, è racchiuso il vero problema che oggi la “società onesta” è costretta a subire, da sempre le mancate applicazioni di norme a tutela dell’ambiente, della salute, della sicurezza … hanno creato vittime spesso ignare dell’ingordigia del profitto facile ed a basso costo dei pochi industriali e politici di turno.

Alcuni esempi (con vittime e disastri ambientali) sono stati spesso riportati dai giornali e con la velocità della luce posti nel dimenticatoio di chi avrebbe dovuto tutelare maggiormente la salute dei cittadini e dell’ambiente (bene unico dell’umanità) … ovviamente parliamo dei “politici” che spesso colludono con i poteri forti (lobby industriali, ecc.); l’amianto, il PM10 e PM5, eternit, sostanze chimiche fatte inalare gratuitamente … ecc, sono solo una piccola parte del risultato di una spregiudicata politica di facile arricchimento dei “potenti” del mondo.

Da sempre, la parte più attenta degli italiani ha seguito con alterne impennate i proclami di politici superficiali ed impreparati sulla necessità di costruire, ed usare i “famigerati” TERMOVALORIZZATORI, per sopperire alle lacune e distrazioni delle Amministrazioni Locali in tema di rifiuti (non ultimo il caso “Campania”).

La parte della popolazione che tifava per i “Termovalorizzatori” comincia oggi a ricredersi su questo tipo di sistema “coccolato” dai soliti speculatori (e tra questi la parte del leone è composta dalle grandi famiglie mafiose) che hanno fiutato per tempo l’affare, poco importa se questo “business” possa o meno creare danni alla popolazione o all’ambiente, l’importante è incassare facili danari per smaltire il “pattume” e guadagnarci ancora bruciando lo stesso pattume, poco importa se qualcuno nelle vicinanze ci lascia la “vita”, se le falde acquifere vengono inquinate e le campagne avvelenate.

Il caso “Colleferro”: un giro d’affari da 55 milioni di euro, 25 le persone indagate. Tra loro i dirigenti del consorzio Gaia, gestore commissariato degli impianti, e due responsabili dell'Ama (Azienda Municipale Ambiente) di Roma che a Colleferro conferiva CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti). I Carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri, hanno notificato nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno ben 13 ordini di custodia cautelare a soci e amministratori di società d’intermediazione di rifiuti e di sviluppo di software e chimici di laboratori di analisi.

I reati contestati agli indagati, a vario titolo, sono:associazione per delinquere” - “attività organizzata per traffico illecito di rifiuti” - “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” - “truffa aggravata ai danni dello Stato”; “favoreggiamento personale” - “violazione dei valori limiti delle emissioni in atmosfera” – “prescrizione delle autorizzazioni” – “accesso abusivo a sistemi informatici. Gli inquirenti – inoltre - indagano anche sul «condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai» impiegati nell’impianto di “Colleferro”.

Quello che è apparso sui maggiori quotidiani italiani è stato un semplice articolo di “cronaca” è sparito immediatamente dal dibattito sia politico che giornalistico, per un lungo periodo questo moderno “termovalorizzatore” ha immesso nell’aria che respiriamo veleni di ogni tipo … solo l’onestà di pochi addetti al controllo dei fumi presso la centrale di “Colleferro”, hanno permesso di bloccare queste nuvole di morte.

Cosa pensare a questo punto, la nostra salute, la nostra vita, il nostro ambiente è nelle mani di poche persone oneste che rischiando il proprio posto di lavoro (ed a volte la vita), ma quante persone oneste saranno disposte a denunciare (rischiando in proprio) tutte quelle attività di morte sparse per lo “stivale”. E dov’è lo STATO … quell’entità spesso “evanescente” preposta (lo dice la Costituzione) a salvaguardare la salute e la vita di ogni cittadino ?? Dove sono le tante “agenzie” preposte al controllo sistematico e costante di questi impianti ad alto rischio ambientale ??

In altri paesi, questa notizia sarebbe in prima pagina su tutti i media, riaccendendo, come fosforo al contatto con l’ossigeno, le polemiche sulla qualità dei “termovalorizzatori” presenti in quasi tutte le nostre regioni.

Sarebbe giusto forse (rischiando denunce) chiamarli “inceneritori” se non si vuole usare questo termine è forse perché ricordano – come termine - la “Shoah”, sa troppo di morte, malformazione, cancro, ictus, allergie.

Leggendo e studiando la materia si può affermare che non è vero che il ciclo dei rifiuti può essere completato soltanto grazie al loro incerenimento: al contrario, l'incenerimento dei rifiuti non fa altro che “DIMINUIRNE IL VOLUME” in quanto dalla combustione risultano un 20-25% di “SCORIE” e un 5% di “CENERI”, entrambe “ALTAMENTE TOSSICHE” e per le quali è necessario lo smaltimento in “DISCARICHE SPECIALIubicate – in genere - nelleMINIERE DI SALGEMMAabbandonate in Germania. Quindi, non è sbagliato affermare che “TRE TONNELLATE DI RIFIUTI URBANI”, se inceneriti, generano circa “UNA TONNELLATA DI RIFIUTI TOSSICI” che vanno smaltiti con dei “COSTI ALTISSIMI”.

Esistono invero dei “SISTEMI DI TRATTAMENTO A FREDDO” che permettono di “RICICLAREoltre il 95% dei rifiuti, separando la carta, la plastica, i metalli, la materia organica, e trasformando la rimanente frazione inerte non riciclabile in SABBIA SINTETICAutilizzata come alleggeritore per calcestruzzi nell'edilizia, come materiale di costruzione in parziale sostituzione del laterizio, oppure per la fabbricazione di oggetti di pubblica utilità come panchine, giochi per parchi pubblici, pallets etc. (Vedere il sito: www.centroriciclo.com).

Pensiamoci … !! …. Ma non troppo, tutto dipende dal comportamento civico di ogni singola persona, dipende solo da noi !!

Raffaele

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