mercoledì 4 marzo 2009

Il privilegio di pochi che chiedono sacrificio ai tanti

Stiamo vivendo – e pochi hanno ancora realizzato – la più devastante crisi economica (e finanziaria) dal dopo guerra, il governo promette azioni e aiuti … promette … e i cassaintegrati aumentano a vista d'occhio … di ieri la notizia che il Governo ha bloccato il passaggio a ruolo dei "precari" statali, già promesso dal precedente Governo (+ o – 100.000 posti di nuovi disoccupati).

La proposta del neo-segretario del PD è a dir poco interessate, siamo pronti – dice – a votare con la maggioranza una legge (o decreto legge) per assegnare ad ogni disoccupato (non tutelato) un assegno di sussistenza, la copertura della voce di bilancio (per il 2009) la si può coprire con la lotta all'evasione …. poi c'è Letta (quello del PD) che aggiunge, si potrebbe in seguito ridiscutere anche sull'età pensionabile e su parametri di adeguamento.

Che dire … bravi questi oscuri personaggi a trovare le soluzioni a solo danno dei lavoratori … sollevando nel contempo la classe politica (e quella "dirigenziale") da dette restrizioni.

Ma in che paese viviamo … forse vogliono la totale esasperazione della popolazione … forse cercano proprio questo … !!

In tutto questo dramma sociale apprendiamo che un pranzo per un Senatore della Repubblica costa solo € 1,50 … un caffé € 0,42 … ai prezzi che già erano irrisori hanno ottenuto (per loro) uno sconto ulteriore del 20%.

Qui scattano le comparazioni … un nostro parlamentare, che dovrebbe svolgere un vero impegno civico (se pur - giustamente - retribuito) e non certamente un'attività equiparabile ad un lavoro "subordinato" … percepisce picchi di retribuzione anche superiori a 20mila euro al mese, senza considerare il fittissimo sottobosco di benefit ed agevolazioni.

A questo c'è da aggiungere che il lavoro dei "pianisti" rende bene, in quanto chi vota per un parlamentare assente consente a quest'ultimo di percepire € 250 di "gettone" … è questa la gente che ci governa ??!! E' questo che noi vogliamo !!?? (la novità alla Camera dei Deputati voluta da Fini non è obligatoria !!)


Non sarebbe sufficiente l'impegno di tutti i commercialisti italiani per dipanare il dedalo di costi che si snodano tra diarie, spese per il collegio elettorale che costituiscono la busta paga di Parlamentari, Europarlamentari, membri dei consigli regionali, provinciali e circoscrizionali, sommati ai costi di locazione, manutenzione e spese straordinarie per gli edifici che li ospitano.

Anche in questo caso l'Italia risulta essere la prima in classifica in tema di compensi netti dei Parlamentari Europei, ed eccovi l'elenco:

1 Italia 144.084,36 (*)
2 Austria 106.583,40
3 Olanda 86.125,56
4 Germania 84.108,00
5 Irlanda 82.065,96
6 Gran Bretagna 81.600,00
7 Belgio 72.017,52
8 Danimarca 69.264,00
9 Grecia 68.575,00
10 Lussemburgo 66.432,60
11 Francia 62.779,44
12 Finlandia 59.640,00
13 Svezia 57.000,00
14 Slovenia 50.400,00
15 Cipro 48.960,00
16 Portogallo 41.387,64
17 Spagna 35.051,90
18 Slovacchia 25.920,00
19 Rep. Ceca 24.180,00
20 Estonia 23.064,00
21 Malta 15.768,00
22 Lituania 14.196,00
23 Lettonia 12.900,00
24 Ungheria 9.132,00
25 Polonia 7.369,70

Si potrebbe, almeno per il momento, soprassedere su quest'assurda classifica, se si potesse equiparare la sproporzionata "retribuzione" dei nostri "rappresentanti" con l'efficienza del loro impegno, ma anche in questo caso i risultati delle loro attività sono sotto gli occhi di tutti (l'Italia risulta essere la nazione meno efficente del vecchio continente).

" Proviamo a commentare i dati e subito salta agli occhi che nel Nord Europa l'efficientissima monarchia svedese sfoggia un eccellente sistema di welfare, infatti, a differenza dell'esoso Monarca, il parlamentare si accontenta di solo 57 mila euro l'anno.
Il Quirinale – per esempio - è un perfetto esempio che vale per tutta la gestione dei governi fino ad oggi senza distinzione di colori e partiti. I dipendenti del Quirinale ammontano ad oggi a 2.158 unità contro i circa 1.000 dell'Eliseo e Buckingham Palace e le varie residenze dei Windsor.

La lista delle spese è lunga ed imbarazzante: basti pensare che l'affitto di 4 palazzi alla Camera dei Deputati costerà per i prossimi 18 anni 444 milioni di Euro.

Se il costo della democrazia in Italia sembra sproporzionato rispetto ad Inghilterra e Francia, il paragone si fa addirittura imbarazzante nel confronto con la presidenza tedesca che sulle casse pubbliche pesa per 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo rispetto alla nostra. "

"Dulcis in fundo arriviamo alla patria degli sprechi, prima nella classifica europea per i costi della politica. Tra auto blu (574.215 autovetture) e vitalizi dei parlamentari l'Italia non ha pari in fatto di sprechi pubblici. I membri del Parlamento incassano, al mese, in media 14.000 euro. Di questi, 5.500 costituiscono lo "stipendio", ossia l'indennità in senso stretto, 4.000 euro vengono assicurati come rimborso della spesa derivante dal soggiorno a Roma, 4.200 euro sono somministrati ai Deputati per finanziare le spese inerenti il rapporto con i loro elettori. Per quanto concerne i Senatori, quest'ultima voce di spesa è finanziata con circa 500 euro in più al mese: si sale, così, a circa 4.700 euro.

A complemento di uno stipendio già cospicuo una serie di benefit collaterali "arrotondano" il mensile degli onorevoli con sconti su trasporti pubblici, servizi telefonici, alberghi e ristoranti.
All'accesso illimitato e totalmente gratuito alla rete ferroviaria nazionale e alle linee aeree si aggiunge infatti il rimborso di 3.300 euro per i viaggi in taxi, maggiorato a 4.000 euro se il Deputato abita a più di 100 km dall'aeroporto più vicino.

Le facilitazioni proseguono anche sulle quattro ruote per cui i membri delle assemblee rappresentative possono utilizzare gratuitamente il telepass in autostrada. Nel caso in cui il parlamentare abbia l'esigenza, per motivi di studio o per ragioni comunque connesse all'esercizio della sua attività, di varcare i confini nazionali, può contare su un rimborso che arriva ad un massimo di 3.100 euro.

La già lunga lista dei privilegi prosegue con il rimborso sulla bolletta telefonica fino ad un massimo di 3.100 euro. Viene loro assegnato, infine, un computer portatile che possono tranquillamente tenere anche dopo la fine della legislatura, sia ben chiaro, per esigenze di tutela della riservatezza dei dati.
Pensioni d'oro attendono i "nostri" in tarda età con assegni vitalizi dell'8,6% dello stipendio (1.069,35 euro). Il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25% a un massimo dell'80% dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
In Italia la politica più cara d'Europa!"

Nel 2008, stando alle previsioni del bilancio triennale, queste spese che già hanno sfondato (prima volta) la quota-choc di un miliardo di euro, cresceranno ancora. Fino a 1.032.670.000. Per impennarsi ulteriormente nel 2009 fino alla cifra sbalorditiva di 1.073.755.000. Sintesi finale: in soli tre anni i costi di Montecitorio, saranno aumentati del 9,2%. Con un aggravio sulle pubbliche casse di 92 milioni di euro in più rispetto al 2006.


by FTAOnline ® *Fonte: Stipendi deputati italiani ed Esenzioni e privilegi
"LA POLITICA E IL SUO PREZZO", F. Novelli, Gennaio 2007 confrontata e aggiornata con quanto riportato nella sezione Trattamento economico della Camera dei Deputati http://www.camera.it/deputatism/4385/documentotesto.asp


Raffaele

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